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#INSIDE - Milano, una serie di incontri in occasione della mostra "Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento".
Incontri:
GALLERIE D'ITALIA - MILANO, MERCOLEDì 16 SETTEMBRE 2026, ORE 18:00 - "Il Fascino dell'Imperfetto: dalle "bella bruttezza" rinascimentale alle passerelle contemporanee" - Con Simone Guidarelli e Gian Luca Bauzano
GALLERIE D'ITALIA - MILANO, VENERDì 25 SETTEMBRE 2026, ORE 18:00 – “Il volto incompiuto. Bellezza, bruttezza e la promessa dell’umano" - Con Padre Antonio Spadaro S.J.
Data: mercoledì 16 settembre 2025
Luogo: Gallerie d'Italia - Milano
Ora: 18:00 - 19:00
Format: incontro
Relatori: Simone Guidarelli e Gian Luca Bauzano
La bellezza nasce sempre dalla perfezione? Partendo dal concetto rinascimentale di “bella bruttezza”, Simone Guidarelli e il giornalista Gian Luca Bauzano riflettono sul valore estetico dell'imperfezione attraverso esempi provenienti dalla storia dell'arte e dalla moda contemporanea. Si svelerà così come ciò che un tempo appariva insolito, eccentrico o persino sgradevole possa diventare fonte di fascino e creatività. Una conversazione sulle molte forme della bellezza oltre i canoni.
Data: venerdì 25 settembre 2026
Luogo: Gallerie d'Italia - Milano
Ora: 18:00 - 19:00
Format: incontro
Relatori: Padre Antonio Spadaro S.J.
Che cosa accade quando definiamo qualcosa “bello” o “brutto”? Il nostro giudizio estetico non riguarda soltanto le forme, ma rivela il modo in cui comprendiamo l’essere umano, il desiderio, il limite e persino il rapporto con Dio. Prendendo le mosse dal percorso espositivo Bellezza e bruttezza. Ideale, reale, caricaturale, Antonio Spadaro propone una riflessione che intreccia Bibbia, teologia, storia dell’arte e letteratura, seguendo tre grandi categorie: l’ideale, il reale e il caricaturale. Dalla bellezza della creazione al volto sfigurato di Cristo, dal canone rinascimentale alla grazia che supera ogni perfezione, fino alle deformazioni del grottesco e alle immagini prodotte dalla cultura digitale, la conferenza invita a interrogarsi sul significato più profondo della bellezza. Lontano dall’essere il semplice contrario del bello, la bruttezza diventa così un luogo di discernimento, capace talvolta di rivelare ciò che la perfezione nasconde. Ne emerge una prospettiva in cui il volto umano, sempre incompiuto, è chiamato a una bellezza che non coincide con l’assenza di ferite, ma con la loro possibile trasfigurazione.