RICERCHE PIÙ FREQUENTI
Rinnovando la consolidata collaborazione con l'Associazione Illustri, le Gallerie d’Italia di Vicenza presentano nelle nove sale espositive al secondo piano, gli originali lavori di Giorgia Lupi (Finale Emilia, 1981). L’artista ha conseguito un master in Architettura e un dottorato di ricerca in Design al Politecnico di Milano. Information designer di fama internazionale, il suo lavoro si incentra sulla filosofia del Data Humanism, un approccio che mira a riportare l’empatia e il contesto umano nell’analisi dei dati.
Il percorso attraversa alcuni dei lavori più noti dell’autrice, da Dear Data a Bruises, da 1374 Days, fino a The Room of Change, Inequalities e La Lettura, offrendo uno sguardo ampio su un linguaggio progettuale che unisce ricerca, poesia e rigore. Ogni sala esplora un diverso modo di usare i dati per raccontare il mondo, mettendo in dialogo esperienze quotidiane, salute, memoria, cambiamento ambientale e interpretazione sociale.
Il Data Humanism rivendica il lato umano dei dati, riconoscendo che anche i set più tecnici affondano le radici in azioni e decisioni umane: questo approccio invita a progettare comunicazioni che tengano conto del contesto, delle narrazioni qualitative e persino delle imperfezioni. Dal 2019 Lupi è partner dello studio di design “Pentagram” di New York, dove guida un team di information design che esplora i dati come linguaggio visivo per narrare storie e dare forma alle missioni dei brand.
Giorgia Lupi è stata nominata Compasso d’oro ADI nel 2025, nominata tre volte dal Magazine Wallpaper tra le 400 persone più creative che con il proprio lavoro hanno plasmato l'America e alcuni suoi lavori sono presenti nelle collezioni permanenti del MOMA. All’interno della mostra verrà raccontata la carriera dell’artista, dai primi lavori firmati con la sua agenzia milanese “Accurat”, fino ai recenti successi della sua carriera a New York, dove vive e lavora da più di dieci anni. Partendo dal lavoro di ricerca e immergendoci nei suoi sketchbook, il suo manifesto dedicato al “Data Humanism” ci spiegherà la sua filosofia e il suo approccio, conducendoci per mano attraverso alcuni dei suoi progetti più noti.
Vedremo come il dato apparentemente piccolo e personale possa diventare un racconto che riguarda tutti (“Dear Data”, il progetto in collaborazione con l’artista Stefanie Posavec che oggi è parte della collezione permanente del MOMA di New York o ancora “1.374 days: my life with long Covid” per The New York Times, recentemente premiato con il Compasso d’Oro ADI 2025).
La mostra racconta il lavoro di Giorgia Lupi partendo dai suoi sketchbook e dalla ricerca personale, per poi estendersi a progetti che collegano vita individuale e temi globali attraverso la data visualization.
Al centro c’è un’idea precisa: i dati non sono freddi numeri, ma storie umane. Progetti come “Incroci” e “Dear Data” trasformano esperienze quotidiane e biografie in pattern visivi, dimostrando che vite diverse possono avere dinamiche comuni.
In lavori più intimi come “Book of Life”, “Bruises” e “1.374 days”, Lupi usa i dati per raccontare malattia, memoria e vissuto personale, rendendo visibile ciò che normalmente è invisibile o difficile da spiegare.
Parallelamente affronta anche grandi temi con opere come “The Room of Change” e “Inequalities”, dove i dati diventano strumenti per leggere fenomeni complessi come ambiente, disuguaglianze e cambiamento climatico in modo accessibile.
Un aspetto chiave è la trasformazione dei dati in oggetti fisici: tessuti, abiti, tappeti e ceramiche che uniscono arte, artigianato e informazione.
Il percorso si chiude con una parte interattiva che coinvolge il pubblico e riflette sul futuro, soprattutto sul ruolo dell’intelligenza artificiale.
Saranno inoltre organizzate attività didattiche e laboratori per le scuole e per i visitatori, family lab, talk con gli artisti e un ciclo di incontri del palinsesto gratuito #INSIDE aperto alla cittadinanza.
Giorgia Lupi (1981 - ) è una information designer e Partner di Pentagram a New York.
Giorgia è cresciuta a Modena, in Italia. Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Architettura, ha ottenuto un dottorato di ricerca in Design presso il Politecnico di Milano. Nel 2011 ha cofondato Accurat, uno studio di design data-driven di fama internazionale con sedi a Milano e New York, prima di entrare in Pentagram nel 2019.
Il lavoro di Giorgia è incentrato sulla sua filosofia del Data Humanism, che è stata il tema del suoprimo TED Talk nel 2017. Il suo secondo TED Talk, “What Long Covid has Taught Me About Life (and Data)”, è stato pubblicato nel 2024.
Il suo progetto collaborativo di raccolta di dati personali “Dear Data” fa parte della collezione permanente del Museum of Modern Art, dove nel 2017 è stata anche incaricata da Paola Antonellidi realizzare un’opera originale site-specific. Nel 2024 ha pubblicato “1,374 Days: My life with long COVID”, un Op Ed visivo per il New York Times, che ha ricevuto il prestigioso Compasso d’Oro nel 2025.
È co-autrice di Dear Data, Observe, Collect, Draw – A Visual Journal, This is Me and Only Me e del suo libro più recente, Speak Data. Giorgia ha inoltre realizzato un libro d’arte unico nel suogenere, Book of Life, per la Moleskine Foundation, raccontando la propria storia attraverso datirappresentati da migliaia di punti ricamati colorati.
È stata protagonista di profili sul New Yorker, e il suo lavoro è stato raccontato da Vogue, Vanity Fair e Forbes, tra gli altri, per la sua collaborazione con & Other Stories, oltre a essere presente nella serie documentaria di Roku Full Bleed.
Nel 2018 Giorgia è stata nominata una delle “100 Most Creative People in Business” da FastCompany, anno in cui è entrata anche al MIT Media Lab come Director’s Fellow. È inoltre membro del Global Future Council on New Metrics del World Economic Forum, della Royal Society of Arts e National Geographic Explorer. Fa parte dell’advisory council della Data Visualization Society.
È stata nominata tre volte da Wallpaper tra le 400 persone più creative che plasmano l’America. Ha vinto il National Design Award 2022 per il design della comunicazione, conferito dal Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum. Nello stesso anno ha ricevuto una laurea honoris causa in Belle Arti dal MICA, Maryland Institute College of Art. Nel 2024 è stata invitata a diventare membro dell’Alliance Graphique Internationale.