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Gallerie d'Italia - Torino
Dal 18 marzo al 6 settembre 2026
Ingresso intero 10 euro, ridotto 8 euro, ridotto speciale 5 euro per clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo e under 26; gratuità per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, prima domenica di ogni mese
Il catalogo Allemandi della mostra "Nick Brandt. The Day May Break" è disponibile on line, nei bookshop di Gallerie d'Italia e nelle principali librerie della tua città.
Le Gallerie d'Italia - Torino presentano la mostra Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno, curata da Arianna Rinaldo e aperta al pubblico dal 18 marzo al 6 settembre 2026.
Il progetto The Day May Break, iniziato nel 2020, è una serie di circa 60 opere suddivise in quattro capitoli che ritrae persone e animali colpiti dal cambiamento climatico, dal degrado e dalla devastazione ambientale, mettendo in luce l’impatto profondamente sproporzionato che la crisi climatica esercita sulle popolazioni più vulnerabili del pianeta.
Per la prima volta, alle Gallerie d’Italia – Torino, tutti e quattro i capitoli di The Day May Break, di cui l’ultimo commissionato da Intesa Sanpaolo, sono presentati insieme, immergendoci in una visione dura ma poetica di ciò che resta, per ora, e che può ancora offrire speranza.
Chapter One (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, e Chapter Two (2022), realizzato in Bolivia, presentano ritratti potenti e toccanti di persone e animali nello stesso fotogramma, entrambi duramente colpiti da siccità estreme o inondazioni che hanno distrutto case e mezzi di sostentamento.
Le fotografie sono state realizzate in diversi santuari e riserve, dove gli animali sono sopravvissuti a ogni sorta di calamità, dalla distruzione dell’habitat al traffico illegale della fauna selvatica. Chapter Three - SINK / RISE (2023), realizzato nelle Fiji, propone una visione simbolica e pre-apocalittica dell’innalzamento dei mari. I soggetti protagonisti, ripresi direttamente sott’acqua, rappresentano le molte comunità che nei prossimi decenni perderanno case, terre e identità a causa dell’aumento delle acque dovuto al cambiamento climatico.
Chapter Four - The Echo of Our Voices (2024), realizzato nel deserto della Giordania, ritrae famiglie di rifugiati che hanno lasciato la Siria a causa della guerra e che vivono ancora in uno stato di continuo sfollamento, in un mondo arido in larga parte a causa del cambiamento climatico. In questo capitolo, Brandt offre un commento profondo e delicato sulla resilienza e le connessioni umane di fronte alle avversità.
Nick Brandt è nato nel 1966, a Oxford, in Inghilterra. Da oltre vent’anni, i temi delle serie fotografiche di Nick Brandt si concentrano sull’impatto della distruzione ambientale e del collasso climatico, tanto sulle popolazioni più vulnerabili quanto sul mondo animale e naturale.
La sua ricerca fotografica ha avuto inizio nell’Africa orientale con la trilogia On This Earth, A Shadow Falls, Across The Ravaged Land (2001–2012), nella quale, attraverso ritratti intimi ed elegiaci di animali in natura — simili, per impostazione, alla ritrattistica umana in studio — ha rivelato gli animali come creature senzienti, non così diverse da noi.
Sono seguite le serie panoramiche, distopiche e cinematografiche Inherit the Dust (2016) e This Empty World (2019), anch’esse realizzate in Africa orientale. In queste due serie visivamente complesse, il lavoro di Brandt si è fatto più urgente, esplorando la condizione di pericolo crescente per animali e persone in un’epoca di rapido degrado ambientale.