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"Archetipi" di Antonio Biasiucci alla Reggia di Caserta

DOVE

Reggia di Caserta, Caserta

QUANDO

Dal 31 maggio al 30 novembre 2026

INFORMAZIONI

Ingresso ridotto alle Gallerie d’Italia per i possessori di un biglietto della Mostra

TAG

Nell'ambito delle travelling exhibition, una ricca selezione di fotografie dell’artista Antonio Biasiucci – già esposte alle Gallerie d’Italia di Torino dal giugno 2024 al gennaio 2025 in occasione mostra Arca per la rassegna “La Grande Fotografia Italiana" - farà parte della più ampia retrospettiva che la Reggia di Caserta dedica al fotografo campano, dal titolo ARCHETIPI, con la curatela di Tiziana Maffei.

Circa 300 fotografie di Antonio Biasiucci e installazioni offrono una riflessione sui legami tra uomo, natura e memoria, trasformando elementi della realtà in archetipi universali. Il racconto visivo è indagato dallo sguardo poetico dell’artista, uno dei più originali interpreti dello scenario contemporaneo italiano. L’esposizione si inserisce nel percorso che la Reggia di Caserta, Istituto autonomo del Ministero della Cultura, dedica al linguaggio della fotografia come strumento di conoscenza e di formazione dello sguardo.

Oggi con Archetipi di Antonio Biasiucci si vuole condurre l'occhio del pubblico nella profondità della materia e della memoria, trasformando l’esperienza individuale in valore umano universale e condiviso. Ventiquattro le tematiche lungo le quali si sviluppa la mostra, attraverso immagini singole, polittici e installazioni tra le quali "Corpo latteo", spazio immersivo e multidimensionale che offre un cammino nel cosmo che ruota incessante, senza un punto di inizio e di fine.

L'esposizione si arricchisce di dispositivi site-specific, come "Molti" che trae origine dalle immagini, realizzate nel Museo di Antropologia di Napoli, dei calchi facciali ripresi dall’antropologo Lidio Cipriani negli anni Trenta in alcuni paesi del Nordafrica. Il senso dei due monoliti nella Gran Galleria viene rivelato dai numeri disegnati da Mimmo Paladino che accompagnano le foto di Biasiucci: i migranti scomparsi in mare perdono la loro identità per diventare aride cifre. "Molti", poi, ritorna in una videoproiezione con le musiche originali di Guglielmo Grillo.

La mostra offre poi un viaggio viscerale nel cuore della Real Sito di San Leucio nella ricorrenza dei 250 anni dalla fondazione della Colonia. I telai, gli ingranaggi metallici e i rocchetti del torcitoio abbandonano la loro natura meccanica per diventare protagonisti di una narrazione sospesa. Il lavoro di Biasiucci si concentra sulla materia, facendo riaffiorare i volti delle donne e gli strumenti del lavoro serico come tracce di un'identità mai perduta.

L'esposizione sarà corredata da una monografia dedicata ad Antonio Biasiucci, edita da Allemandi.