L'Oratorio della Compagnia di San Paolo

 

Al piano nobile, il percorso si conclude in un ambiente dedicato che ospita le nove grandi tele di proprietà della Banca realizzate nella seconda metà del Seicento per decorare l’antico Oratorio della Compagnia di San Paolo, cui appartenevano mercanti, banchieri, notai, ma anche esponenti della corte e i decurioni del Municipio di Torino.

Intorno alla Conversione di San Paolo, dipinta da Alessandro Ardente nel 1580 e punto di avvio della storia del sodalizio, si snoda una storia che illustra gli episodi della vita di San Paolo, ciascuno accompagnato da un’iscrizione tratta dagli Atti degli apostoli e da altre fonti paoline, in una sequenza che sarà rispettata anche nell’allestimento, secondo le indicazioni iconografiche del retore di corte Emanuele Tesauro. Eseguite tra il 1663 e il 1680 su committenza dei più importanti confratelli, le tele sintetizzano il contesto della cultura figurativa torinese della seconda metà del Seicento, in parallelo a quanto accadeva nei cantieri dei palazzi di corte e sugli altari delle chiese cittadine.

Non risultano descrizioni giunte fino ad oggi dell’oratorio seicentesco, oggi distrutto. Nel 1701 la Compagnia delibera di abbandonare i vecchi locali, evidentemente giudicati inadeguati ad ospitare un numero di confratelli in continua espansione.  La crescente laicizzazione ottocentesca dello Stato sabaudo colpisce duramente la confraternita, cui nel 1852 un decreto regio impone di dedicarsi alle sole pratiche religiose e di rinunciare alla gestione diretta del proprio patrimonio; nel 1876 l’oratorio viene definitivamente smantellato e le tele trovano riparo presso l’Arcivescovado. Quasi un secolo più tardi, nel 1963, i quadri superstiti vengono acquistati dall’Istituto Bancario San Paolo di Torino per arredare gli ambienti di rappresentanza della nuova sede di piazza San Carlo. Tra il 2010 e il 2012 il ciclo sanpaolino viene sottoposto a un approfondito restauro i cui esiti sono stati presentati al pubblico con una mostra allestita alla Reggia di Venaria (1° marzo 2013 – 28 febbraio 2014) nella sacrestia della chiesa di Sant’Uberto, fino a trovare oggi definitiva collocazione nel percorso espositivo realizzato al piano nobile delle nuove Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Torino.

Per la prima volta riunite in un unico ambiente dalla chiusura dell’Oratorio nel 1876, le tele superstiti del ciclo, commissionato per il centenario della Compagnia di San Paolo nel 1663, costituiscono un elemento fortemente identitario per la Compagnia e per Intesa Sanpaolo, a testimonianza dell’inscindibile legame e del percorso condiviso nel tempo tra i due enti.

 

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