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Il Martirio di sant'Orsola alla mostra "Caravaggio 2025", Roma

In vista della presenza in mostra il Martirio di sant'Orsola non sarà visibile al pubblico dal 22 gennaio 2025.

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In occasione delle celebrazioni del Giubileo 2025, le Gallerie Nazionali di Arte Antica, in collaborazione con Galleria Borghese e con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, presentano dal 7 marzo a Palazzo Barberini  la mostra Caravaggio 2025, a cura di Francesca Cappelletti. Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon. 

Il progetto, tra i più importanti e ambiziosi mai dedicati a Caravaggio (1571-1610), con un eccezionale numero di dipinti autografi e un percorso tra opere rare e nuove scoperte in uno dei luoghi simbolo della connessione tra l’artista e i suoi mecenati, vede la presenza in mostra dell’ultima opera dell’artista, il Martirio di sant’Orsola, capolavoro delle collezioni Intesa Sanpaolo.

 

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Lavori di revisione conservativa rivelano tre figure del dipinto “Martirio di sant'Orsola" di Caravaggio

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Il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio, capolavoro delle collezioni di Intesa Sanpaolo, è stato oggetto di un importante lavoro di pulitura in occasione della mostra Caravaggio 2025 che ha portato alla luce tre nuove figure scomparse nel tempo. Tre teste sono infatti emerse in quello che è considerato l’ultimo dipinto di Merisi, realizzato nel 1610 poco prima della sua morte. 

La revisione conservativa ha riportato colori e forme all’originaria nitidezza e brillantezza. I lavori sono stati realizzati dalle restauratrici Laura Cibrario e Fabiola Jatta presso il laboratorio di restauro delle Gallerie d’Italia di Napoli, il museo di Intesa Sanpaolo, dove il dipinto è solitamente esposto.

A destra di Attila, il re unno rifiutato da Orsola, è comparsa la punta del naso di un soldato e il perimetro del suo elmo, un volto che prima non si vedeva. Inoltre sono emersi nuovi dettagli della figura, forse un pellegrino, che indossa un cappello. Sopra la testa di Sant’Orsola si comprende oggi quello che era un elemento di funzione incerta: si tratta dell’elmo di un armigero con fessura per gli occhi. Tre figure arricchiscono quindi la tela e il racconto del dramma di Sant’Orsola.

Con l’occasione il dipinto è stato inoltre dotato di una nuova cornice secentesca che è stata adattata al climaframe realizzato ai fini di garantire una conservazione ottimale.