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Napoli, 1934 - Napoli, 2025
Mimmo Jodice è stato protagonista della scena artistica e culturale napoletana, in dialogo con importanti figure dell’avanguardia italiana e internazionale.
La vita, le principali fotografie e le mostre da non perdere dell'artista Mimmo Jodice.
Mimmo Jodice nasce a Napoli nel 1934, nel Rione Sanità. Da autodidatta si avvicina al disegno e alla pittura, per poi scoprire negli anni Sessanta la fotografia, che diventa presto il suo linguaggio espressivo principale. Nel 1967 vince un concorso nazionale, abbandona il lavoro e si dedica interamente alla fotografia, esponendo in una prima personale a Napoli e diventando presto protagonista della scena artistica e culturale napoletana, in dialogo con importanti figure dell’avanguardia italiana e internazionale.
Nel 1970 ottiene la prima cattedra di Fotografia attiva in Italia, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, e da allora alterna attività didattica, ricerca personale e collaborazioni editoriali. Pubblica libri che documentano sia la dimensione sociale del Mezzogiorno sia le trasformazioni urbane e paesaggistiche, come “Chi è devoto”, “Mezzogiorno: questione aperta”, “Vedute di Napoli”, seguiti da numerosi volumi dedicati a città, luoghi e temi culturali (Gibellina, Paestum, Napoli, Arles, il Mediterraneo, Parigi, Boston, San Paolo, Mosca, Montreal).
A partire dagli anni Ottanta e Novanta espone in importanti musei e istituzioni internazionali, tra cui SFMOMA a San Francisco, Federal Hall a New York, Maison Européenne de la Photographie e Louvre a Parigi, Philadelphia Museum of Art, Castello di Rivoli, MASP di San Paolo, Mart di Trento e Rovereto, Museo di Capodimonte, Palazzo delle Esposizioni di Roma, Musée McCord Stewart a Montreal. Partecipa a progetti collettivi significativi come “Viaggio in Italia” e lavora in stretta relazione con il mondo dell’architettura, collaborando con architetti di rilievo internazionale.
Le Gallerie d'Italia - Torino, dal 29 giugno 2023 al 7 gennaio 2024, hanno presentato la mostra "Mimmo Jodice. Senza tempo”. La mostra fa parte del del progetto “La Grande Fotografia Italiana” a cura di Roberto Koch, avviato nel 2022 con la mostra di Lisetta Carmi (Suonare forte), e proseguito nel 2024 con Antonio Biasiucci (Arca) e nel 2025 con Olivo Barbieri (Spazi altri).
Nel corso della sua carriera riceve importanti riconoscimenti: un volume monografico nella collana “I Grandi Fotografi”, l’inserimento nell’Enciclopedia Treccani, il Premio “Antonio Feltrinelli” dell’Accademia dei Lincei (prima volta assegnato a un fotografo), varie mostre antologiche e retrospettive, il titolo di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia, nonché lauree honoris causa in Architettura (Napoli Federico II e Università di Mendrisio) e all’Accademia di Belle Arti di Macerata.
Nel 2014 il Museo Madre di Napoli gli conferisce il primo “Matronato alla carriera”. La sua opera, centrata su un linguaggio rigoroso e poetico, capace di unire innovazione formale e sensibilità classica, lo ha reso una figura di riferimento fondamentale per le nuove generazioni di fotografi e per la fotografia contemporanea internazionale.
Dal 29 giugno 2023 al 7 gennaio 2024
La mostra è un processo raffinato e intimo, che si nutre delle sue memorie personali, di un’esistenza vissuta in una città come Napoli, sfolgorante e segreta, fatta di luoghi e memorie da svelare e comprendere. Un omaggio alla capacità unica di Mimmo Jodice di mostrarci la realtà vista attraverso il filtro di un tempo diverso e sospeso.