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Mostra "Non dimenticarti" al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano

dove

Milano

Museo Diocesano Carlo Maria Martini

quando

Dal 3 marzo al 3 maggio 2026

L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer

Dal 3 marzo al 3 maggio 2026, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, presenta il progetto espositivo “NON DIMENTICARTI. L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer”.

Il nucleo centrale della mostra è rappresentato dalle fotografie di Marianna Sambiase, educatrice presso il Nucleo Alzheimer di Sacra Famiglia, la cui opera sboccia da una relazione di cura quotidiana e cattura istanti di una realtà spesso taciuta, mostrando come "oltre al dolore e alla sofferenza in queste persone c’è anche tanto amore e, spesso, vero divertimento".

La storia della Fondazione verrà poi raccontata attraverso le immagini di Enrico Zuppi, realizzate nel 1946, che trasportano in un’epoca lontana segnata dalle ferite della guerra.

Infine, lo sguardo di Gianni Berengo Gardin, recentemente scomparso, che nel 2011 seppe catturare con delicatezza gesti e sorrisi che evidenziano quel clima particolare che ancora oggi si respira in Sacra Famiglia. In via di definizione un progetto che, una volta conclusa l'esposizione al Museo Diocesano, renderà la mostra itinerante. L'allestimento potrebbe essere riproposto presso diverse realtà diocesane, in alcune delle 20 sedi di Sacra Famiglia distribuite in Lombardia, Piemonte e Liguria.

 

Progetti di Gallerie d'Italia per l'inclusione

Le Gallerie d’Italia promuovono inoltre progetti dedicati all’inclusione e al sostegno delle persone più fragili, collaborando con il tessuto sociale e culturale per affrontare temi legati alla centralità della persona, alla salute mentale e alle malattie a forte impatto personale e sociale, come l’Alzheimer.

Le iniziative prevedono percorsi di fruizione artistica pensati per migliorare la qualità della vita, favorire l’espressione emotiva e creativa, e rafforzare relazioni e ruoli all’interno della famiglia. In questo contesto, il museo diventa uno spazio accogliente e protetto, in cui l’arte è strumento di inclusione, socialità e benessere psico-fisico, offrendo esperienze in grado di coniugare cultura e cura.

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